Contro la Buona Scuola: continuare le protesta! 


Bloccare la contro-riforma del Pd e di tutti i governi della borghesia

La battaglia contro la riforma scolastica, entrata in vigore il 16 luglio 2015 (e quindi in tempo per essere applicata nell’anno scolastico in corso), rappresenta uno dei fronti più incisivi della lotta contro le politiche di austerità che il governo Pd sta attuando contro i lavoratori, in pieno accordo con le direttive dell’Unione europea (nonostante il premier faccia finta di litigare con Junker e Weber). L’aziendalizzazione della Scuola, che con la riforma Renzi-Giannini raggiunge i livelli che il Capitale sperava da anni, smantellando i diritti conquistati da anni di lotte, scontenta alunni e professori e da settembre, oltre che a partecipate manifestazioni di protesta, in tutta Italia abbiamo esempi di scuole superiori occupate. Quest’articolo non è dedicato a presentare tutti gli elementi che fanno della “Buona scuola” un ottimo piano per lucrare sull’istruzione, dato che l’argomento è stato già ampiamente trattato nel nostro sito e in precedenti numeri di Progetto comunista, ma facciamo una breve sintesi di come gli studenti hanno risposto alla mannaia del governo per poi ribadire la nostra posizione in merito.

buona_scuola_boccManifestazioni ed occupazioni

Ovviamente sono stati i primi due mesi dell’anno scolastico ad essere stati i più caldi, iniziando con la manifestazione del 9 ottobre che nelle piazze delle più grandi città italiane ha visto la presenza di migliaia di studenti nei cortei. Poi le occupazioni: a Palermo, Napoli, Roma e Milano su tutte gli studenti hanno preso e autogestito molti istituti superiori. La risposta delle istituzioni è stata immediata, la stampa e le autorità hanno iniziato a tacciare la protesta di illegalità e i presidi (che con questa riforma ottengono maggiori vantaggi) hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine (riuscendo a sgomberare alcune scuole) e mandato lettere ai genitori dei ragazzi per intimarli ad abbandonare la contestazione. Il 17 novembre c’è stata l’ultima grande manifestazione in tutta Italia. Nonostante, poi, la lotta abbia iniziato a scemare in alcune città, altri fronti si sono sorprendentemente aperti come l’occupazione a dicembre dell’Ainis di Messina, di alcune scuole di Bari, del Da Vinci di Salerno e dei licei Gramsci e Edison-Volta di Mestre.

Questi sono alcuni degli esempi da prendere in considerazione per la grande forza di volontà degli studenti che remano contro ondate di repressione e una continua propagandistica campagna mediatica che tenta di presentare la riforma in termini di “riqualificazione degli edifici scolastici”, “stabilità dei docenti”, “sana meritocrazia” ecc…

Lotta ad oltranza contro il Capitalismo

La “Buona scuola” di Renzi esplicita il completo asservimento del governo nei confronti della borghesia, l’entrata dei capitali privati nell’istruzione pubblica, oltre che essere una garanzia di profitto per i padroni, ha gravi ripercussioni sulla qualità e le modalità di insegnamento, gli studenti e i docenti avvertono questo disagio e, seppur in molti casi non formulino una prospettiva di classe, rispondono a questi attacchi. I Giovani comunisti rivoluzionari hanno da sempre appoggiato la lotta contro la riforma portando nelle piazze parole d’ordine anti-capitaliste quali il ritiro di tutte le controriforme della scuola, il reintegro di tutti i lavoratori licenziati in questi anni (docenti e personale Ata), la stabilizzazione di tutti i contratti; il ritiro di tutti i finanziamenti alle scuole private e di tutti i fondi stanziati per le Grandi opere e per le missioni di guerra e per destinarli ad un grande Piano di edilizia scolastica; l’estensione degli spazi democratici dentro le scuole e la costituzione di comitati paritetici docenti-studenti per l’elaborazione del piano di offerta formativa; l’eliminazione dei test Invalsi e qualunque forma di valutazione meramente numerica e nozionistica; il ritiro di tutte le misure repressive contro le lotte; la costituzione di un Reddito studentesco che preveda il comodato d’uso dei libri di testo e il libero e gratuito accesso a mense, trasporti e luoghi di cultura.

Questo programma minimo che proponiamo è sicuramente la prospettiva più avanzata che si possa avere della lotta in questo campo. Tuttavia riteniamo anche questo traguardo provvisorio, finché i lavoratori non avranno preso i mezzi economici, ogni traguardo è un traguardo provvisorio (come la storia ha più volte dimostrato) in quanto i padroni, coi loro governi, saranno pronti a riprendere le briciole cha hanno concesso per paura di perdere tutto.

La lotta della scuola si estenda nei luoghi di lavoro, per l’unità delle lotte e per il Socialismo.

PER UNA SCUOLA PUBBLICA, GRATUITA, LAICA E DI QUALITÀ!

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...